Letture

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Vino e Poesia

Come è buono il Vermentino
che facciamo in quel di Montia
dicon tutti che è un gran vino
ce lo invidiano anche a Fontia.
E chi non crede, sia interdetto
vada via dal mio cospetto
ed eternamente condannato
a bere vino molto annacquato.
Ma per quanti sforzi poi si faccia
non trovi alcuno cui non piaccia.
Prendi Franchino
ne ha già bevuto almeno un tino,
guarda Dero
a lui berlo non par vero,
ed Enrico, per farla breve
non vi dico quanto ne beve,
per non parlar di Piero
ne berrebbe un tino intero,
poi c'è Giuliano
per fortuna stà lontano,
anche Guido non è da meno
il suo bicchiere non è mai pieno.
Ma con tristezza ve lo dico:
il Vermentino è già finito

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Il mal dell'esca

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Il mal dell’esca della vite, definito anche apoplessia o morte improvvisa estiva, fa parte del quadro delle malattie xilochereutiche o carie, le quali interessano il legno e sono provocate da complessi di diversi patogeni, deboli parassiti, favoriti da particolari condizioni dell’ambiente e della pianta.

In particolare il mal dell’esca è una carie bianca o “distruttiva”: in questo tipo di alterazione gli agenti fungini demoliscono i componenti della parete cellulare, soprattutto la lignina, e provocano uno sbiancamento del legno, che acquista consistenza fibrosa o spugnosa, con formazione di ampie cavità.

L’infezione avviene su piante indebolite da attacchi di altri agenti fungini, ferite, tagli di potatura, attacchi di insetti xilofagi, cancri. Anche gli stress abiotici come gli eccessi idrici o i danni da freddo possono favorire l’attacco.

Spesso le piante affette da carie non manifestano sintomi evidenti per lunghi periodi. Quando l’infezione è avanzata è possibile vedere necrosi internervali sulle foglie, necrosi sugli acini e parziali disseccamenti degli apici nella parte più alta della chioma. A volte si può verificare, specialmente in estate, un disseccamento rapido e improvviso dell’intera pianta: il colpo apoplettico, dovuto al fatto che la lesione dello xilema blocca l’approvigionamento d’acqua.

Fino a pochi anni fa il mal dell’esca era attribuito a un basidiomicete, lo Stereum, ma il quadro recentemente è stato complicato dall’ascomicete Botrospheria e dal deuteromicete Verticillium, di conseguenza è più corretto parlare di un “complesso del mal dell’esca”. E’ probabile che la causa della complicazione dell’eziologia risieda nell’utilizzo di prodotti endoterapici come gli IBS.

L’unico modo per combattere il mal dell’esca è la prevenzione: dato che la via preferenziale d’infezione è la potatura, è fondamentale curare l’igiene degli strumenti e cercare di effettuare la potatura più tardi possibile, ben oltre la vendemmia.


 

Fonte: www.cercavini.com



 
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