La potatura

Ogni volta lo spettacolo ci stupisce. Quando il lavoro o le vacanze ci portano ad attraversare zone di coltivazione della vite non possiamo fare a meno di ammirare i filari che si stendono con geometrica precisione e pensare alle cure premurose che gli dedica il vignaiolo. Ma quello spettacolo deriva anche da fatica, sacrifici e preoccupazioni che rappresentano il duro prezzo di una buona e abbondante vendemmia.

Ogni volta lo spettacolo ci stupisce. Quando il lavoro o le vacanze ci portano ad attraversare zone di coltivazione della vite non possiamo fare a meno di ammirare i filari che si stendono con geometrica precisione e pensare alle cure premurose che gli dedica il vignaiolo.

Ma quello spettacolo deriva anche da fatica, sacrifici e preoccupazioni che rappresentano il duro prezzo di una buona e abbondante vendemmia.

La vite certamente ripaga il sudore del vignaiolo ma si comporta come un amante geloso che esige amore e completa dedizione e non tollera inganni e abbandoni.

Tra le molte operazioni richieste dalla coltivazione della vite, la più importante è la potatura perchè in essa sta il segreto della produzione, come ci dice anche il proverbio “buona potatura, vendemmia sicura”.

La potatura, antica come la vite stessa, ha lo scopo di equilibrare e regolare il sistema vegetativo della vite che altrimenti si espanderebbe troppo con tanti tralci e tante foglie ma con pochi frutti.

E’ infatti una specie di programmazione che cerca di dare un buon equilibrio ai vari organi della pianta affinchè la parte aerea sia proporzionata alla parte radicale e la linfa nutritiva sia ripartita in modo da dare la migliore produzione possibile.

In pratica bisogna cercare di pervenire alle seguenti situazioni:

  • durante la fase di allevamento, raggiungere rapidamente la forma di pianta, in modo da limitare la fase improduttiva;

  • raggiungere un buon equilibrio tra vegetazione e produzione;

  • preparare la pianta ad una più alta esposizione solare in modo da avere una completa maturazione dell’uva;

  • raggiungere una buona aereazione che riduca il pericolo di malattie.

La potatura si divide in potatura di allevamento e potatura di produzione, che a sua volta si divide in potatura secca (invernale) e potatura verde (estiva).

LA POTATURA DI ALLEVAMENTO

Detta anche di formazione, riguarda i primi 3 anni di sviluppo della vite.

Le barbatelle richiedono cure adatte a dare una forma che al terzo anno dovrebbe essere quella definitiva per la produzione.

La vite, dopo l’impianto ha bisogno di essere protetta, quindi si devono evitare forzature tali da indebolire la pianta e da creare problemi con la siccità estiva e con le gelate invernali.

Tra i consigli degli assertori del lasciar crescere la vegetazione spontaneamente e degli amanti del taglio energico, in linea di principio possiamo indicare il seguente procedimento:

Primo anno: dopo la messa a dimora, la barbatella viene tagliata a 2-3 gemme, poi si lasciano crescere solo i 2 germogli più robusti; questa prima potatura viene effettuata, nel momento della messa a dimora, in autunno o prima del germogliamento.

Secondo anno: nella potatura invernale del 2° anno si porta il tralcio a 3 gemme e si fanno crescere 3 germogli, inseriti nella parte alta del fusto, che verranno disposti a ventaglio e sostenuti; alla fine del 2° anno, se la vite è abbastanza robusta occorre decidere la forma di allevamento e modellare il fusto verticale in funzione della scelta:

  • con allevamento a pergola Guyot o capovolto il tralcio non deve essere ulteriormente prolungato, si lega al palo e da esso partiranno i tralci a frutto;

  • con allevamento tipo Sylvoz (con fusto che procede parallelamente al terreno) si lascia il fusto più lungo possibile, piegato parallelo al terreno e si fa proseguire per i successivi 2-3 anni fino a formazione del cordone orizzontale.

Se, alla fine del 2° anno, la vite non è sufficientemente robusta si taglia di nuovo il tralcio a 3 gemme e la si porterà alla forma di produzione all’inizio del 4° anno.

Terzo anno: la potatura del 3° anno dipende dalla forma di produzione scelta.

Se è stata scelta la forma pergola, Guyot o capovolto si inizia la potatura di produzione.

Se è stata scelta la forma di cordone orizzontale si farà contemporaneamente la potatura di formazione, per allungare il cordone, e la potatura di produzione con la scelta dei tralci a frutto.

L’altezza del fusto può essere: bassa ,fino a 1-1,2 m , per le forme tipo Guyot o cordone speronato; media, da 1,2 a 1,8 m , per le forme tipo Sylvoz o Casarsa; alta, oltre 1,8 m , per le forme tipo tendone.

Il sistema di produzione può essere: corta, con speroni di 2-3 gemme; mista, per le forme tipo Guyot o Casarsa; lunga, per forme tipo Sylvoz o pergola.

In funzione della carica di gemme sarà: povera, con numero di gemme inferiore a 10; media, con gemme da 10 a 20; ricca, con più di 20 gemme.

LA POTATURA DI PRODUZIONE

Il 3° o il 4° anno inizia la produzione e, scelta la forma, la potatura sarà indirizzata esclusivamente alla fruttificazione e, secondo le varie forme di allevamento, si dovranno stabilire quali e quanti tralci, speroni e gemme devono essere tenuti.

La potatura può essere secca o verde.

La potatura verde, che si applica durante il periodo vegetativo, serve a ridurre lo sviluppo troppo abbondante, a creare spazi per una corretta aereazione e ridurre così il pericolo di peronospera e muffe grigie, a dare più luce, quindi più sole, per una completa maturazione.

La potatura secca, che viene effettuata nel periodo invernale, è la più importante perchè serva a dare l’impostazione per la nuova annata.

Nell’impostare la potatura di produzione bisogna tenere presente che la vite:

  • ha gemme ibernanti o dormienti che si sviluppano l’anno successivo alla loro formazione;

  • ha gemme pronte che si sviluppano nell’anno della loro formazione e danno origine a rami anticipati detti femminelle.

Mentre le femminelle sono sterili, le gemme ibernanti sviluppano tralci fruttiferi.

Nella vite non si differenzia, in genere, la gemma a frutto da quella a legno, ma si parla, invece, di capi a frutto e capi a legno.

Il frutto della vite si ha sui germogli cresciuti sui tralci di un anno (di consistenza erbacea) portato da un tralcio principale di almeno due anni (di consistenza legnosa).

Normalmente la potatura di produzione si effettua nel periodo invernale e, in funzione dei tagli, si divide in:

  • corta, dove il tralcio è tagliato corto, a sperone, lasciando 2 o 3 gemme;

  • lunga, quando il tralcio ha da 4 a10 gemme;

  • lunghissima, quando il tralcio ha un numero di gemme superiore a 10

La potatura si definisce mista quando sulla stessa pianta si lasciano speroni a legno di 2-3 gemme e tralci lunghi con 5 gemme e più.

La potatura secca

Si esegue durante il periodo di riposo della vite, dopo la vendemmia.

Ci sono alcune regole generali che bisogna conoscere e rispettare nell’effettuare la potatura:

  • se su un tralcio si lasciano molte gemme, i futuri germogli saranno meno sviluppati che non lasciandone poche, ma se si taglia troppo si può deprimere la vigoria della pianta;

  • se una vite ha problemi di vigoria eccessiva si dovranno lasciare più gemme del normale (potatura ricca);

  • se abbiamo una vite debole si farà una potatura povera lasciando poche gemme;

  • la scelta della potatura da praticare è determinata dalla produzione di uva nel suo insieme, cioè sia nell’aspetto qualitativo che in quello quantitativo;

  • è buona regola fare la potatura secca in due tempi; prima si eliminano i capi a frutto che hanno fruttificato, poi in un secondo tempo si definiscono i nuovi capi a frutto e gli speroni a legno;

  • nelle zone a clima caldo la potatura può essere fatta a partire dalla caduta delle foglie, mentre nelle zone fredde è meglio farla a fine inverno.

La potatura verde

Questa potatura si fa durante il periodo vegetativo della vite ed è costituita da diversi interventi che hanno lo scopo principale di ottimizzare la forma della pianta in modo da ottenere un miglioramento della produzione, in quantità e in qualità.

Gl interventi principali sono:

  • togliere i succhioni dal ceppo e dal fusto;

  • nel caso di viti con forte sviluppo, eliminare le femminelle dal tralcio dell’anno

  • eseguire la sfogliatura per permettere una buona circolazione d’aria, riducendo così i rischi di malattie e favorendo una migliore esposizione alla luce.

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