Via Manzoni,1

  Carrara

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Vino e poesia

Ci son sei amici in compagnia
che discuton in allegria
per valutare e sentenziare
quante botti si può fare.
"Cinque e cinque" dice Enrico. "E non son tante"
risponde Piero "ne aggiungerei una spumante".
"Cinque e quattro più il frizzante" incalza Dero.
Stupendo pensiero ma ogni anno non è vero.
Franco e Giuliano "Non importa quanto viene,
ma che ci rinfranchi ognor le vene".
Guido "Sarà una buona produzione".
E che tutti abbian ragione.

Gipoc

 
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La fermentazione malolattica

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Dopo la fine della fermentazione tumultuosa il mosto, ormai diventato vino, può continuare a consumare eventuali residui zuccherini con la fermentazione lenta.
Importante è anche la fermentazione malolattica che consiste nella naturale trasformazione di parte dell'acido malico in acido lattico e anidride carbonica.
L'acido lattico che si forma determina un miglioramento delle qualità organolettiche, dovuto anche alla diminuzione dell'acidità fissa.
La trasformazione è determinata da batteri lattici che sono molto sensibili all'anidride solforosa (se elevata li può inattivare) e agiscono in primavera con I primi tepori (necessitano di temperature tra i 20 e I 25 °C).
La fermentazione malolattica, a seconda delle condizioni, può durare da pochi giorni ad alcuni mesi causando intorbidamenti che poi spariranno.
Favorirla è consigliato per i vini rossi e per tutti quelli con alta acidità che si devono ammorbidire; mentre se vogliamo il vino bianco con una certa vivacità di gusto bisogna cercare di impedirla (tenere il vino al fresco).



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