Letture

I lettori ci scrivono

Vino e Poesia

Come è buono il Vermentino
che facciamo in quel di Montia
dicon tutti che è un gran vino
ce lo invidiano anche a Fontia.
E chi non crede, sia interdetto
vada via dal mio cospetto
ed eternamente condannato
a bere vino molto annacquato.
Ma per quanti sforzi poi si faccia
non trovi alcuno cui non piaccia.
Prendi Franchino
ne ha già bevuto almeno un tino,
guarda Dero
a lui berlo non par vero,
ed Enrico, per farla breve
non vi dico quanto ne beve,
per non parlar di Piero
ne berrebbe un tino intero,
poi c'è Giuliano
per fortuna stà lontano,
anche Guido non è da meno
il suo bicchiere non è mai pieno.
Ma con tristezza ve lo dico:
il Vermentino è già finito

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La spumantizzazione con il metodo Charmat

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Questa tecnica consiste nell'ottenere la presa di spuma, sempre con zucchero e lieviti aggiunti al vino base, in grandi recipienti a tenuta di pressione (autoclavi) con passaggio finale in bottiglia.
Rispetto al metodo classico, dove la stabilizzazione è affidata, per lunghi mesi, alla naturale  precipitazione in bottiglia, i tempi di lavorazione sono brevi e quindi bisogna procedere ad interventi stabilizzanti ancora sul vino base.
L'autoclave dove avviene la presa di spuma è un recipiente, in genere d'acciaio, di capacità variabile da alcune a decine di ettolitri, collaudato a pressione e raffreddato con termostato per  regolare la temperatura del vino.
Al vino base vengono aggiunti lo zucchero, i lieviti e i sali minerali, come nel tirage del metodo classico.
Dopo un periodo di fermentazione variabile da pochi giorni ad alcuni mesi (in funzione della temperatura) lo spumante, più o meno refrigerato a scopo chiarificante, viene centrifugato isobaricamente per separarlo dalla maggior parte dei depositi poi viene travasato in altra autoclave per essere ulteriormente chiarificato e dove si aggiunge il dolcificante.
Da questa autoclave, sempre isobaricamente, viene filtrato e messo nelle bottiglie che vengono tenute ancora per qualche mese in cantina per stabilizzarsi.
Questa tecnica si adatta a vini che organoletticamente richiedono una sosta minima sulle proprie fecce di rifermentazione; vini fruttati e aromatici come, ad esempio, l'Asti spumante e il Prosecco di Conegliano.


 
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