La botrite


Botrytis cinerea sverna come sclerozi neri sui tralci e come micelio nelle gemme dormienti, e in primavera inizia a produrre una grande quantità di spore infettando gli organi verdi e ricchi d’acqua della pianta, soprattutto sugli acini.
Le piogge e il vento favoriscono lo spargimento delle spore, e nel giro di poco tempo molti individui possono essere infettati.
Secondo la cosidetta regola dei due 15, sono necessarie 15 ore di bagnatura a 15 °C perchè evvenga l’infezione.

Il fungo penetra nell’ospite sia passivamente, attraverso ferite e stomi, sia attivamente, forando la cuticola degli acini tramite enzimi.
Le difese naturali della pianta impediscono la comparsa della muffa finchè gli acini sono immaturi, dall’invaiatura in poi il turgore degli acini, la formazione di microferite e il calo di queste naturali difese favoriscono lo scatenarsi dell’infezione.
Gli acini maturi inizialmente imbruniscono o illividiscono a seconda che si tratti di uva bianca o nera, poi compare una spessa muffa grigiastra e il grappolo marcisce e spesso cade.

La difesa dalla botrite non può prescindere da un’accurata prevenzione agronomica, che da sola può ridurre di molto l’incidenza della malattia.
E’ fondamentale scegliere varietà poco vigorose e a grappolo spargolo per evitare l’eccesso di vegetazione che favorisce il fungo, non eccedere con la concimazione azotata minerale, drenare l’acqua del suolo, orientare i filari in modo che siano ben ventilati, scegliere forme di allevamento a spalliera, sfogliare i grappoli per esporli al sole e inerbire i filari per ridurre l’apporto di azoto.
I trattamenti chimici vanno effettuati in fase di pre-chiusura grappolo ed eventualmente all’invaiatura o in pre raccolta a seconda del clima.
I prodotti disponibili sono molti, dalle classiche dicarbossimidi alle anilinopirimidine (mepanipyrim, pyrimetanil, cyprodinil assieme al fenilpirrolo fludioxonil), carbossianilidi come boscalid e idrossianilidi come fenhexamid.
Anche gli antiperonosporici folpet e tolyfluanid hanno una certa efficacia, come il trattamento di chiusura con rame.
I solfiti alcalini in bentonite sono ammessi nel biologico e hanno una buona efficacia.

Per la lotta biologica sono disponibili preparati a base di spore e micelio di Trichoderma harzanum e Ulocladium oudemansii, due funghi ascomiceti in grado rispettivamente di parassitare Botrytis cinerea e competere con lui nel suo spazio vitale.
Anche il batterio Bacillus subtilis è utile in quanto stimola le naturali difese della pianta.

Fonte: www.vinofaidate.com/cercavini


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