Stappare la bottiglia


Le regole per stappare una bottiglia di vino sono poche ed estremamente semplici, ma permettono a chiunque le conosca di fare un’ottima figura con chi lo osservi in quel momento.

Per cominciare bisogna sapere che esistono vari modelli di cavatappi: a lame, a muro, da tavolo, ad aria, laguiole, taglia capsule, a sciabola e infine da sommelier. Quest’ultimo è il più utilizzato in cucina e nelle enoteche e rappresenta forse il modello più classico e semplice.

Il cavatappi da sommelier è costituito ad una estremità da un “verme” a spirale e da una levetta, dall’altra da un coltellino. La prima cosa da fare è utilizzare il coltellino per tagliare la capsula sotto l’anello, ovvero la parte più alta della bottiglia, sotto quella parte chiamata “cercine” o “baga”. Poi bisogna eliminare la capsula e, se necessario, pulire l’imboccatura da eventuali residui di polvere. Dopo aver fatto questo, si procede puntando la spirale nel centro del tappo e avvitandola fino a veder quasi scomparire la spirale, sempre preoccupandosi di non bucare il tappo inferiormente. A questo punto, facendo leva con l’altra estremità del cavatappi (levetta) tirate il tappo con delicatezza e con precisione, senza far piegare il sughero e senza produrre alcun rumore di sfregamento del tappo sulla bottiglia. Il primo esame del vino si esegue annusando il tappo appena estratto. Se predomina l’odore di vino rispetto a quella di sughero si può servire la bottiglia tranquillamente. Se invece predomina l’odore di sughero sarà necessario assaggiare personalmente il vino prima di servirlo. Sarà buon uso servire un piccolo assaggio per farsi confermare la bontà del vino e la volontà di berlo. Nel versare il vino bisogna aver cura di non toccare il bicchiere con la bottiglia e di mantenere sempre in evidenza l’etichetta.


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