La spumantizzazione con il metodo Charmat


Questa tecnica consiste nell’ottenere la presa di spuma, sempre con zucchero e lieviti aggiunti al vino base, in grandi recipienti a tenuta di pressione (autoclavi) con passaggio finale in bottiglia.
Rispetto al metodo classico, dove la stabilizzazione è affidata, per lunghi mesi, alla naturale precipitazione in bottiglia, i tempi di lavorazione sono brevi e quindi bisogna procedere ad interventi stabilizzanti ancora sul vino base.
L’autoclave dove avviene la presa di spuma è un recipiente, in genere d’acciaio, di capacità variabile da alcune a decine di ettolitri, collaudato a pressione e raffreddato con termostato per regolare la temperatura del vino.
Al vino base vengono aggiunti lo zucchero, i lieviti e i sali minerali, come nel tirage del metodo classico.
Dopo un periodo di fermentazione variabile da pochi giorni ad alcuni mesi (in funzione della temperatura) lo spumante, più o meno refrigerato a scopo chiarificante, viene centrifugato isobaricamente per separarlo dalla maggior parte dei depositi poi viene travasato in altra autoclave per essere ulteriormente chiarificato e dove si aggiunge il dolcificante.
Da questa autoclave, sempre isobaricamente, viene filtrato e messo nelle bottiglie che vengono tenute ancora per qualche mese in cantina per stabilizzarsi.
Questa tecnica si adatta a vini che organoletticamente richiedono una sosta minima sulle proprie fecce di rifermentazione; vini fruttati e aromatici come, ad esempio, l’Asti spumante e il Prosecco di Conegliano.


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