OGGI PARLIAMO DI
Malattie della vite: Oidio e Peronospora
Vermentino
Ecco cosa vediamo dalla nostra vigna.
Respiriamo l'aria fresca di collina arricchita da sapori e profumi salmastri.
Il sole ci illumina dall'alba al tramonto.
Siamo i grappoli di Vermentino.
Siamo accuditi e curati da:
Dero - vigna e infrastrutture
Enrico - pali e pergoli
Franco - chi l'ha visto?
Guido - produzione vino e cantina
Piero - vigna, cantina e infrastrutture
Veronica - grappoli dispersi
Ogni stilla che spilla, che zampilla, che discende,
bolle, frizza, spuma e splende.
La peronospora
La peronospora della vite, causata dal patogeno Plasmopara viticola, è ritenuta la più grave malattia della vite, anche se la sua pericolosità varia a seconda del clima. Plasmopara viticola è un ovomicete, ovvero un organismo molto simile ai funghi, ha la capacità di formare un micelio in grado di invadere le cellule dell’ospite, assorbe i composti organici e si riproduce tramite spore . L'attacco si manifesta delle "macchie d'olio" sulle foglie che in trasparenza assomigliano proprio a macchie d'olio sulla carta. Più tardi si ha l'imbianchimento del lembo fogliare inferiore, dovuto alla formazione di muffa e al disseccamento dei tessuti. In autunno, invece, l'attacco alle foglie porta alla formazione della muffa rasata, sempre nella pagina inferiore, visibile per la colorazione gialla anche sulla pagina superiore. Sui germogli si presenta la solita muffa bianca e la necrosi sotto forma di macchie rossastre. Sui grappoli si hanno attacchi al rachide con conseguente caduta del grappolo e agli acini che prima si ricoprono di muffa bianca e poi dissecano.
L'oidio
L’oidio, detto anche “mal bianco” o “mal dello zolfo”, è comparso per la prima volta in Italia nella seconda metà dell’Ottocento e in breve tempo si è diffuso in tutta la penisola, compromettendo per diversi anni la produzione di vino. Il nome “mal dello zolfo” deriva dal fatto che viene combattuto ancora oggi con formulazioni di questo elemento, conosciuto già nell’antica Grecia per le sue proprietà fungicide.
Gli oidi sono caratterizzati dall’ampia varietà di ospiti, in molti comprensori si utilizzano piante-spia per rilevarne la presenza, come ad esempio la rosa. Il patogeno responsabile dell’oidio della vite è l’ascomicete Erisiphe necator (o Uncinula necator), un fungo che cresce sulla superficie di tutti gli organi non lignificati della vite e si riproduce tramite spore assessuate o conidi e spore sessuate o ascospore, contenute in cleistoteci che diventano sempre più scuri quando si avvicinano alla maturità. Erysiphe necator sverna come cleistoteci o come micelio all'interno delle gemme. In primavera, i cleistoteci liberano le ascospore che infettano i
L'imbottigliamento
Per un perfetto imbottigliamento devono essere seguite alcune norme, elementari ma essenziali: - la bottiglia deve essere ben lavata con acqua e detersivi dedicati e risciacquata accuratamente; - dopo il risciacquo, la bottiglia deve essere posizionata a testa in giù il tempo necessario per far scolare l'acqua e asciugarsi; - con un'ispezione contro luce si elimineranno le bottiglie non perfettamente pulite; - prima del riempimento fare l'avvinamento, semplice risciacquo con lo stesso vino; - imbottigliare usando attrezzatura accuratamente pulita; - utilizzare tappi adeguati.Scegliere una bella giornata senza vento e poi imbottigliare nel periodo lunare più adatto: - nel primo quarto (luna crescente) per ottenere vini frizzanti ( nel periodo primaverile) - con la luna piena (bianca) è possibile imbottigliare tutti i tipi di vino - nell'ultimo quarto (luna calante) si imbottigliano i vini da invecchiamento e quelli dolci -con la luna nuova (nera) è meglio non imbottigliare.
Le bottiglie più usate sono:
- Bordolese, a forma cilindrica regolare con il collo corto, di capacità 0,750 lt; di colore bianco per imbottigliare rosati, rossi giovani e anche i bianchi; di colore verde per i vini rossi e ambra per i rossi da invecchiamento.
- Borgognona, a forma conica non regolare e panciuta, di capacità 0,750 lt; utilizzata per vini rossi pregiati.
- Renana, elegante e affusolata è generalmente usata per i vini bianchi; di colore verde e, a volte, bianco.
- Champagnotta, usata per Champagne e vini spumanti, ricorda la Borgognona ma è fabbricata in vetro molto resistente visto che deve sopportare pressioni di 7-8 atmosfere.
La cantina ideale
Per la produzione del vino è necessario disporre di una cantina adeguatamente attrezzata, sia che essa risponda ad esigenze industriali sia che la cantina appartenga a piccoli vinificatori. Nella cantina si lavora l'uva e la si fa fermentare, si imbottiglia e si invecchia il vino: la cantina è un vero e proprio laboratorio antico dove la riuscita del buon vino è conseguente all'esperienza e al buon utilizzo di ogni strumento. Generalmente la fermentazione del vino viene praticata a pian terreno, mentre per la conservazione del vino e il suo invecchiamento si preferiscono gli ambienti sotterranei. Tenendo presente che il vino è un liquido che si "impregna" di qualsiasi odore lo circondi, sarà il caso di conservare il vino in botti e in luoghi sciutti e che non abbiano ristagno di odori particolarmente pesanti (officine, stalle ecc..). Il locale adibito a cantina deve essere abbastanza arieggiato per via dell'anidride carbonica che continua a svilupparsi con la fermentazione e che può risultare anche pericolosa per gli operatori.
Temperatura della cantina
Ci si dovrà preoccupare che la cantina mantenga una tempertaura pressochè stabile ed è per questo che si preferisce conservare il vino sotto terra. Le dilatazioni e contrazioni del legno inoltre allargano e restringono il tappo, aumentando il ricambio d'aria nei vasi vinari e di conseguenza l'ossidazione.
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